Le collaborazioni con testate nazionali e internazionali mi hanno insegnato a non trascurare mai il punto di vista del lettore: i suoi interessi, la sua curiosità, persino i suoi clic.
Gli anni trascorsi come redattore mi hanno portato dall’altra parte del racconto, mano nella mano con quel giornalismo che cerca i punti di forza di ogni realtà, le sue novità e le parole migliori per presentarle a un pubblico ampio e curioso.
Poi l’ufficio stampa e, successivamente, il ruolo di PR manager: una crescita nel mondo della comunicazione che mi ha permesso di conoscere il punto di vista più importante, quello del ristoratore, del produttore e di chi fa ospitalità. Perché è da lì, da ciò che si può vedere e toccare con mano, che ogni racconto prende vita.
Un racconto che va ascoltato, preparato, ma soprattutto compreso. Il mio è un percorso di dodici anni nell’enogastronomia, accompagnato da approfondimenti nella scrittura, nella cucina, nel vino e nella comunicazione. Perché, prima di capire come raccontare qualcosa, bisogna conoscere davvero cosa si sta raccontando.
La comunicazione per me alterna ai trend il valore di un’ individualità sincera; gli scatti “belli e basta” lasciano spazio a momenti vivi, così autentici da essere raccontati in un solo sguardo.
Non c’è niente di più impegnativo e affascinante che riuscire a racchiudere un progetto in una frase, in una fotografia, in un contenuto. Capirlo così bene da farlo riconoscere anche a chi lo incontra per la prima volta.
Fammi raccontare chi sei, come se fossi tu a parlare attraverso uno schermo. Senza personaggi da interpretare, senza filtri inutili, senza rincorrere ciò che fanno gli altri.
Guardare con fame di sapere e di conoscere. Rallentare il tempo quanto basta per coglierne l’essenza e racchiuderla in una cornice.
Ho girato il mondo portandomi a casa ricordi indelebili. Non cose, ma storie. Non semplici bellezze, ma frammenti di cuore.
Perché se non vivi e non conosci, se talento e studio rimangono senz’anima, la fotografia resterà mera tecnica: bella, forse, ma sterile.
Che sia di un viso o di un piatto, di un luogo o di un calice: dammi una macchina fotografica e ti troverò un sorriso, che arrivi oggi come domani.