Dicono di noi

Non casi studio. Ma incontri, percorsi e persone.
Dalla voce di chi ci ha vissuti

↓ Paolo Gramaglia, President (una stella Michelin) ↓

↓ Luca Bombardieri, Locanda dell'Annunciata (due gamberi Gambero Rosso) ↓

Paolo Gramaglia

Chef patron del Ristorante President di Pompei, 1 stella Michelin

Ci conosciamo da prima della Stella. Negli anni abbiamo condiviso piatti e incontri, interviste ed esperienze, nate spontaneamente, con la voglia di condividere e confrontarsi, senza seguire necessariamente una scaletta.
Il nostro rapporto si è costruito attraverso curiosità, confidenza e il piacere condiviso di scoprire e confrontarsi.

«Abbiamo fatto davvero tante cose insieme, condiviso momenti professionali e personali. Forse la vera unicità di questo rapporto è l’amicizia e la stima che sono nate dietro una stessa passione».

Conoscere davvero una realtà richiede tempo, e non può prescindere dalla persona che quella realtà l’ha fatta nascere.
Significa tornare, ascoltare e interessarsi non soltanto a ciò che si vede, ma anche alle storie che si raccontano, alle scelte che si compiono e alle idee personali che vivono in ogni piatto.

«Prima di conoscerti, nessuno si era mai interessato così a fondo alla mia storia, quella dietro a un piatto, dietro a un locale, dentro un pensiero. È il fattore umano, che ha dato vita accanto alla collaborazione a una storia di rispetto e stima, fiducia e amicizia».

Un rapporto che è partito dal racconto, un racconto che si è fatto interessante perché unico non grazie a risposte già preconfezionate, ma a domande capaci di andare oltre ciò che appare, lasciare emergere l’identità più autentica di una persona e del suo lavoro.

Luca Bombardieri

Chef patron del ristorante Locanda dell'Annunciata a Palazzago (Bergamo)

Non tutta la grande cucina punta alla Stella. Quella di Luca segue una strada diversa: genuinità, qualità, abbondanza, tradizione e semplicità. Una cucina capace di soddisfare ed emozionare nel gusto vero e nella semplicità comunque studiata. 

Quando ci siamo conosciuti, però, questa identità non era ancora così semplice da raccontare. Il nostro primo incontro non è avvenuto tra brief e strategie, ma durante un aperitivo tra amici. Parlando di vino, ristorazione e idee.

«Non siamo stati subito concordi su tutto, ma è proprio questo il bello del confronto, il bello di essere sinceri e trovare qualcuno che lo sia con te. Abbiamo iniziato a conoscerci, a capirci e, piano piano, abbiamo scoperto che poteva nascere una collaborazione».

Prima di raccontare, abbiamo lavorato per capire cosa meritasse davvero di essere portato sotto i riflettori. Non imponendo al ristorante un’identità nuova, ma facendo emergere quella che possedeva già: nei piatti, nella cantina, nella scelta delle materie prime e nel modo di accogliere le persone.

«La cosa più importante per Marco era conoscere davvero quello, prima di trovare la leva per raccontarmi. Si è immedesimato nel locale, vivendolo, scoprendone l’anima dall’interno, nei dettagli».

Cosa raccontare e cosa no, cosa spingere e cosa migliorare, dove e come trovare una coerenza sincera e chiara. Da quel lavoro sono arrivati una proposta più lineare, una strategia mirata e risultati concreti: l’ingresso nella guida del Gambero Rosso direttamente con Due Gamberi, l’attenzione del Corriere della Sera e, soprattutto, un pubblico più vicino all’identità del ristorante. Che la Locanda dell’Annunciata la stava già cercando senza ancora saperlo.

Quello che era cominciato davanti a un bicchiere è diventato un rapporto fondato sul confronto e sulla presenza. Perché comunicare una realtà non significa soltanto farla conoscere: significa affiancarla, comprenderne le scelte e sentirsi coinvolti nella direzione che sta prendendo.

«Entro nella squadra di MDG perché non mi sento seguito soltanto nella comunicazione e nell’ufficio stampa. Sento di avere un collaboratore che si interessa davvero a ciò che faccio e ha a cuore la buona riuscita di tutto il nostro progetto».